Nella foto qui sopra siamo nel 2008, Il mio negozio Bside a Saronno con gli eventi freestyle che attiravano migliaia di clienti.

Ho 37 anni e sono un imprenditore indipendente dal 2003.

 

A 20 anni il mondo del lavoro mi aperto le porte della vendita. Abbandonai l’Università infatti, per fare il

venditore. 🙂

 

Non mi vergogno a dirlo, anzi questa scelta che a suo tempo poteva sembrare banale, negli anni mi ha ripagato tanto.”

 

La scelta di specializzarmi nella vendita mi ha permesso di crearmi un bagaglio di esperienze tale da arrivare a 30 anni con una formazione non troppo specifica e quindi con la possibilità di poter lavorare in diversi campi, e così sta accadendo.

 

Mi ha permesso di formarmi nel modo più duro, quello del mondo vero, dei numeri reali, della pratica che supera la teoria e dei problemi che non hanno formule magiche ma che vanno risolti con l’inventiva.

 

Il mondo del lavoro per me ha rappresentato una sfida continua con me stesso. Un ambiente dove mettersi costantemente alla prova senza mai sentirsi arrivato.

 

Lavorare in ambito commerciale lo sempre trovato esaltante.

 

Per di più, da autonomo ho avuto la possibilità di misurare le mie capacità in svariati ambiti, di conoscere persone a tutti i livelli e mi ha dato la spinta e la consapevolezza di potercela fare da solo, senza dover dipendere dalle scelte di altri.

 

All’età di 22 anni fondai la mia prima società, altre 3 vennero poi in seguito.

 

Nel giugno del 2003, infatti, iniziò la mia avventura da imprenditore nel settore commerciale dell’abbigliamento. In principio un piccolo negozio, poi uno più grande, poi un secondo e un terzo…

 

Durante quegli anni ho commercializzato e contribuito a promuovere in Italia decine di brand attraverso i miei negozi multi marca a Milano e provincia, collaborando con decine di fornitori in Europa.

 

La mia, non si può dire sia stata una grande azienda… ma avevamo un bel giro d’affari, migliaia di clienti fissi e oltre 50 fornitori e 6 dipendenti assunti.

 

Insomma per essere partito da zero e senza grandi esperienze, senza nemmeno un business plan potevo sentirmi fiero delle mie doti commerciali e delle mie intuizioni.

Ma, nell’aprile 2016, dopo 13 anni di commercio:

ho abbandonato tutto e mi sono trasferito all’estero.

Oggi, con la mia dolce metà, che sta con me dall’inizio di questo percorso e i miei due figli, Leonardo e Thiago, viviamo dove splende sempre il sole:

a Maspalomas, in Gran Canaria.

Ti starai chiedendo cosa è successo e cosa mi ha spinto a lasciare tutto…beh! 

E’ una storia vera, diversa dalle altre! 

Se ti interessa puoi continuare a leggere 🙂

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La crisi del 2008 ha cercato di aprirmi gli occhi, ma inizialmente non riuscivo ad accettare.

Dopo 10 anni di attività autonoma, nel 2011, mi rendevo conto che tutto sommato mi difendevo abbastanza, anche se facevo una gran fatica…

Ho iniziato così a farmi delle domande.

Oggi posso affermare che, di fatto, non sapevo abbastanza e stavo sbagliando il modo di fare impresa.

Vivevo come la maggior parte degli imprenditori:

Giorni lavorativi da 14 ore di lavoro, 7 giorni alla settimana, spendendo poco tempo per me stesso.

La mia attività era la mia passione e cercavo in tutti i modi di mantenerla viva, ma ero stanco. Stanco di dover correre sempre di più, per cercare di mantenere tutto in attivo e senza oggettive energie per fare altro.

” La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. “

Nessuno può sapere se questa sia davvero LA FRASE DELLA CRISI SECONDO ALBERT EINSTEIN, ma in ogni caso io ci credo veramente.

Nel 2012 mi sono messo un obiettivo:

Destrutturare le mie società.

Mentre la maggior parte degli imprenditori se la prendeva con il sistema fiscale e con lo stato… io sentivo il bisogno di prendermi del tempo per studiare e capire cosa stessi sbagliando.

Nonostante la crisi e i problemi di un Paese che non favoriva la crescita, vedevo minoranza di imprenditori emergere, innovare, investire e delegare senza alcuna remora.

Più avanti iniziai a capire che ero troppo all’interno del mio lavoro.

Inoltre, non avevo il tempo e la lucidità per fermarmi a capire.

Studiare sarebbe stato il miglior modo per aumentare le mie conoscenze. Era l’unico modo per poter fare delle valutazioni migliori di quelle che avevo potuto fare fino a quel momento.

 

 

Troppo facile dare la colpa alla crisi, allo stato e alle tasse, come vedevo fare dalla maggior parte delle persone.

Questo approccio non mi avrebbe portato a nulla.

Avevo bisogno di migliorare me stesso, di fare un salto a livello mentale.

Così, Ho deciso di dare una svolta.

Ho messo un obiettivo di 2 anni per liberami da tutto e dalla burocrazia che mi attanagliava alle mie società.

Volevo ripartire in un modo diverso, volevo capire se esisteva un modo più semplice e snello di fare impresa.

Ho iniziato a sostituire me stesso nel mio lavoro il più possibile, cercando di dedicare del tempo allo studio del internet marketing.

Il percorso è stato lungo perché sentivo che le mie competenze erano specifiche e costruite intorno alla mia nicchia di settore, da commerciante puro.

Non riuscivo a vedere cos’altro avrei potuto fare… mi preoccupava l’idea di chiudere i negozi, staccarmi dalla cassa e  cambiare metodo.

Nel 2013 ho sciolto le mie vecchie società e ho deciso di continuare nel mio settore ma operando in modo diverso.

 

Ho aperto un negozio più piccolo, con meno personale in una zona periferica di Milano.

I costi di gestione più bassi mi hanno permesso di mettere a bilancio un budget consistente destinato alla promozione su internet.

Puntavo ad avere una forte visibilità sul web e  investivo su tutte le attività che mi potessero dare una maggiore presenza su internet dei miei prodotti e delle mie vetrine.

La cosiddetta digitalizzazione.

Ho iniziato a dare importanza all’internet marketing per far crescere il mio lavoro.

Il mondo aveva già cambiato il modo di fare affari, e io avevo solo intuito la linea da seguire.

Intorno al mio prototipo di attività iniziò a crearsi un certo interesse e presto incominciai a notare un massiccio afflusso di richieste che mi arrivavano grazie al web.

La mia area di azione si estese fino a creare interesse nel centro di Milano e anche più distante.

Le tecnologie cambiarono le abitudini delle persone.

Sempre più imprenditori mi chiedevano consultazioni private e affiancamento. Fino a quando…

…nel 2015 è stato fortemente voluto e acquistato il mio marchio “Griff” e tutto il Know-how del mio piccolo negozio di Rho per realizzare un prestigioso progetto durante Expo 2015.

La gente iniziava a fare un uso sempre più frequente di internet per fare acquisti.

Osservando ciò che accadeva modificavo la mia messa a fuoco e la mia idea di vendita.

Le mie radici di commerciante che erano molto tradizionali stavano cambiando sempre più.

Più osservavo il comportamento delle persone e più aumentava la mia consapevolezza di cosa un’azienda avesse bisogno di fare per ottenere più clienti con meno costi, in un mondo del commercio che era già completamente cambiato.

Le persone acquistavano in maniera diversa, usavano il proprio smartphone per fare ricerche di prodotti, comparazione di prezzi, leggevano recensioni, giudicavano l’attività ancor prima di entrarci in base alla presenza online, alla qualità delle foto, degli account social e della presenza o meno di un sito web.

Insomma le boutique non rappresentavano più l’unica vetrina per i clienti. Esistevano migliaia di vetrine online a portata di click.

Possedere un negozio in una via di forte passaggio non significava più dominare il mercato.

Una vetrina su internet pubblicata da un negozio sperduto chissà dove… poteva avere la stessa visibilità e anche maggiore di  negozio in piazza del Duomo.

Il fenomeno dello ShowRooming

Ecco cosa iniziò ad accadere:

Gli utenti cercavano quello di cui avevano bisogno tramite Google, una volta visualizzato l’articolo di interesse erano disposti ad impostare il navigatore e a dirigersi direttamente allo store consigliato.

Prese sempre più piede l’abitudine definita più tardi: showrooming, ossia:

Recarsi al negozio per provare la taglia e poi comprare in seguito in un qualunque altro sito online.

Le persone entravano nei negozi per provare ciò che avevano visto poco prima online e poi uscivano a mani vuote potendo acquistare più tardi  in un qualsiasi e-commerce.

Da quel momento il modo di acquistare iniziò a cambiare per sempre. Coloro che intuirono che bisognava vendere in maniera diversa presero la strada giusta.

Più passava il tempo, più la gente prendeva confidenza con la tecnologia e più si svuotava il passaggio nelle vie commerciali dove di solito era abitudine fare avanti indietro nel weekend alla ricerca di prodotti da acquistare.

La classica “vasca”, hai presente?  Si passeggia su e giù nelle vie, curiosando tra i tanti negozi e vetrine…

…un abitudine che ha dominato negli anni 80 e 90 tutti i centri città italiani e che oggi è destinata ad esistere solo in pochissime vie famose italiane…

Non è che sia una cosa bella, ma questa è la verità.

Oggi tutto è cambiato. E dico Tutto!

Ho letto diversi libri di crescita personale, e ho seguito corsi di internet marketing in italiano e in inglese ma soprattutto oltre a studiare ho sempre messo in pratica tutto ciò che imparavo, quasi allo sfinimento.

Non appena leggevo o sentivo di una nuova strategia o di un nuovo strumento di marketing digitale… come un bambino non vedevo l’ora di sperimentarlo e di analizzarne gli effetti che produceva sugli utenti connessi alla rete.

Uno dei miei motti preferiti è: “La ripetizione è la madre della scienza”.

“Quindi ripetere, ripetere e ripetere… e quando si acquisisce, via allo step successivo”

Nel 2016 con l’affermazione degli e-commerce la mia passione per il web marketing mi ha spinto a pormi l’obiettivo di diventare un imprenditore digitale al 100% senza più negozi fisici.

Dovevo riuscirci e dovevo mettermi nella condizione di non poter tornare sui miei passi.

…così mi sono trasferito con la mia famiglia all’estero, ho cambiato l’ambiente intorno a me e ho cestinato molte vecchie abitudini, distrazioni e modi di pensare. Il famoso mindset di cui tutti oggi parlano.

Digitalizzazione d’impresa.

Che significa digitalizzare?

Creare, gestire e curare, l’immagine e la presenza online della propria impresa.

Da Gran Canaria lavoro da remoto con clienti ovunque sparsi in Europa.

Li aiuto a curare la parte online.

“Per le imprese, è necessario avere un commercialista, un avvocato, un consulente del lavoro… ma oggi è anche fondamentale avere un professionista del web, per la gestione della parte online. (social, sito web, pubblicità, presenza etc..)

Dopo diverso tempo dedicato ad integrare me e la mia famiglia in questo luogo meraviglioso e con tutte le difficoltà che si incontrano nell iniziare una nuova vita in un paese straniero….

La mia sfida è diventare un punto di riferimento in questo settore.

Il tempo libero lo dedico a mia moglie, ai miei figli e alle mie passioni.

Tennis, pesca e boxe mi aiutano a ricaricarmi e mi danno la sensazione di invecchiare meno velocemente.  😉

Tutto questo grazie alla potenza del web.

Per questo dico sempre che internet ha contribuito a migliorare la mia vita e ad esprimere la mia creatività.

“La crisi mi ha insegnato che bisogna investire quando le cose vanno bene e penso che l’esperienza lavorativa del 2009 è la migliore che abbia vissuto come imprenditore.”

Penso che molte volte si fa fatica a prendere una direzione nella vita perché non si riesce a scegliere una strada per paura di rinunciare ad un altra e quindi di perdersi qualcosa che in quel momento può apparire importante o per la paura che quella scelta non sia la migliore possibile.

Il rischio più grande è di rimanere in uno stato immobilismo per la paura di sbagliare.

Penso che accettare che non sempre si possa fare la scelta giusta sia il giusto approccio per non abbattersi troppo quando si sbaglia. E’ importante mantenere viva l’abitudine di riprovarci ad ogni opportunità che bussa alla porta.

“Alcuni dicono che attraverso gli insuccessi definiamo il nostro successo nella vita, penso sia vero, ma a patto che non si facciano drammi in causa di fallimento”

Del resto la storia ci insegna che la vita è un susseguirsi di opportunità e dal mio punto di vista solo provandole tutte alla fine creiamo quel bagaglio di esperienze che ci permette di costruire sull’opportunità (buona) qualcosa di importante.

Oggi continuo sulla mia strada con lo spirito di fare del presente un passato del quale ci si possa guardare indietro e sentirsi soddisfatti di ciò che è stato fatto, nient’altro! e senza rimpianti!